Trasformazioni di Galileo e la Luce - Verso la relatività speciale
Trasformazioni di Galileo e la Luce - Verso la relatività speciale
Le trasformazioni di Galileo non risultano più valide quando si tratta particelle che viaggiano alla velocità prossime alla luce.
In particolare, analizziamo un segnale luminoso (Fotoni) nel vuoto, osservato dal punto di vista di due sistemi di
riferimento, uno in quiete ed uno in movimento inerziale.
Le trasformazioni di Galileo presentano
dei limiti di applicabilità, appunto, per cui dovrà essere necessario ricercare
ulteriori leggi di trasformazioni che risultano sempre valide, in tutti i casi.
Vediamo perché non sono più applicabili, in tale ipotesi, le trasformazioni di Galileo.
Consideriamo la velocità della luce costante indipendentemente dai sistemi di
riferimento, applichiamo le trasformazioni di Galileo.
Lo spazio percorso dal segnale luminoso
nel sistema di riferimento O è pari a:
x= c * t
Applicando le trasformazioni di Galileo per il moto lungo il solo asse x:
x' = x - v * t
Sostituendo a quest'ultima la precedente x = c * t si ottiene
x' = c * t - v * t
Essendo la velocità della luce (c)
costante in ogni sistema di riferimento inerziale, nel sistema di riferimento
O’ il segnale luminoso percorre uno spazio pari a:
x' = c * t
sostituendo quest'ultima relazione nella precedente abbiamo
c * t = c * t - v * t
per t>0 è possibile mettere in evidenza la t e semplificarla ad entrambi i membri dell'equazione, così ottenendo:
c = c - v
Che rappresenta un risultato
impossibile.
Avendo ottenuto sulla base di una
ipotesi, un risultato impossibile, di conseguenza diventa falsa anche l’ipotesi
inizialmente formulata ed è possibile dedurre che le trasformazioni di Galileo
non sono più applicabili quando si trattano particelle che viaggiano alla
velocità della luce (Fotoni).

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